Rischio Cardio-Renale e Dislipidemie: Innovazione nella Gestione Terapeutica tra Ospedale e Territorio
L’attuale rilevanza clinica delle problematiche cardiovascolari legate a fattori come ipercolesterolemia e scompenso cardiaco, non è solo correlata alla dimensione epidemiologica e alla complessità delle loro manifestazioni cliniche, ma anche alla possibilità concreta che abbiamo oggi di ridurre e di modificare la storia naturale di tali patologie. LDL, emoglobina glicosilata, PRO-BNP e i parametri vitali sono gli indicatori di performance ai quali occorre ottemperare con l’ausilio di terapie sempre più innovative ed efficaci come inibitori SGLT2 e PCSK9. La gestione del rischio residuo e dei nuovi target terapeutici proposta dalle linee guida europee rappresenta una sfida complessa e di grande rilevanza; le nuove armi terapeutiche a disposizione degli specialisti cardiologi e diabetologi permettono di raggiungere gli obiettivi di assistenza riducendo in modo significativo le riacutizzazioni, le ospedalizzazioni e gli eventi cardiovascolari.
Gli SGLT2i si sono affermati come farmaci chiave nella prevenzione del danno cardiaco, agendo precocemente sul paziente cardio-reno-metabolico. La strategia più avanzata parte dal riconoscimento dei precursori del danno cardiaco, come l’albuminuria (UACR) e la riduzione del filtrato glomerulare (GFR), che rappresentano segnali di rischio da intercettare e trattare tempestivamente. Gli SGLT2i, infatti, proteggono il rene e, attraverso la riduzione della progressione del danno renale, contribuiscono a prevenire l’insorgenza e l’aggravamento delle patologie cardiovascolari, soprattutto nei soggetti con diabete e/o insufficienza renale. Gli inibitori della PCSK9 sono anticorpi monoclonali in grado di abbassare i livelli circolanti di colesterolo LDL (C-LDL) anche fino al 60%, particolarmente efficaci nei pazienti ad alto rischio cardiovascolare.
Queste nuove armi terapeutiche a disposizione degli specialisti cardiologi e diabetologi permettono di raggiungere gli obiettivi di assistenza riducendo in modo significativo le riacutizzazioni, le ospedalizzazioni e gli eventi cardiovascolari.
Sempre più spesso, però, l’approdo dei soggetti potenzialmente a rischio per tali patologie, avviene in aree sanitarie differenti dai centri di cardiologia ospedalieri, pertanto la gestione di questi pazienti richiede uno sforzo organizzativo basato sulla collaborazione tra Medico di Medicina Generale (MMG), Cardiologo ospedaliero e Cardiologo Ambulatoriale Territoriale. Questi attori, attraverso l’individuazione dei rispettivi compiti e alla condivisione del percorso assistenziale, possono fare tanto in termini di prevenzione cardiovascolare.
In tale contesto, appare necessario individuare percorsi efficaci e specifici all’interno del flusso Territorio-Ospedale, motivando e sensibilizzando il paziente stesso alla prevenzione e alla terapia.
Obiettivo dell’evento formativo è la strutturazione di una rete di follow up dei pazienti post SCA, post PCI, post Stroke, diabetici e affetti da insufficienza renale e/o PAD, afferenti agli ambulatori di uno specifico cluster composto da N. 50 MMG, operanti sul territorio di pertinenza della ASL SA.
Tale progettualità, punta a migliorare la presa in carico di questa popolazione ad alto rischio con l’obiettivo di perfezionare e integrare il percorso diagnostico-terapeutico, attraverso la creazione di un network virtuoso tra medicina del territorio e centri di riferimento ospedalieri.
Inoltre l’evento si propone di aggiornare medici sulle ultime novità in termini di gestione clinica dei pazienti ad alto rischio cardiovascolare in modo da uniformare e migliorare il percorso di screening, trattamento, follow up e, conseguentemente, gli out come ottenibili dai pazienti.