L’epidemia di Covid-19 in provincia di Salerno

Mario Iervolino 

Direttore Generale ASL Salerno

Maria Grazia Panico

Direttore UOC Igiene e Medicina del Lavoro ASL Salerno

Arcangelo Saggese Tozzi 

Direttore UOC Igiene e Sanità Pubblica ASL Salerno

Fin dall’inizio dell’epidemia di COVID-2019 (Corona Virus Disease) in Italia, l’impatto della diffusione del contagio e dei tassi di letalità in Regione Campania, come in altre regioni del Sud, è stato più contenuto rispetto a quello che si registrava nelle altre aree del Paese.

Sicuramente  avvantaggiato dal vedere quello che succedeva in Lombardia, il Presidente della Regione Campania si è mosso tempestivamente nel mettere in moto la macchina organizzativa istituendo già in data 27 febbraio 2020 una task force regionale finalizzata ad assicurare il coordinamento delle azioni di prevenzione e gestione dell’emergenza epidemiologica da Covid-19 e contemporaneamente iniziava l’informazione al pubblico. Ma la Regione Campania beneficiava di un altro vantaggio, poteva contare su una efficiente ed efficace organizzazione territoriale di tracciamento e sorveglianza sanitaria dei contatti dei casi, per la peculiare organizzazione dei Dipartimenti di Prevenzione delle ASL che al loro interno hanno, in aggiunta ai Servizi previsti dal D.Lgs 502/92 e s.m.i., un Servizio Epidemiologia e Prevenzione con expertise nella gestione delle emergenze epidemiologiche, articolato a livello territoriale in Unità Operative di Prevenzione Collettiva (UU.OO.P.C.)  presenti in tutti i distretti aziendali.

Le successive misure di lockdown, di chiusura delle attività, di restrizioni in entrata e in uscita dai territori di alcuni comuni dichiarati “zone rosse” imposte (con il supporto dei Dipartimenti di Prevenzione delle AASSLL) dalle diverse ordinanze del Governo Regionale, in aggiunta alle misure adottate dal Governo Nazionale, hanno permesso di contrastare la diffusione del virus e di confinare precocemente i focolai.

Tuttavia, un certo ritardo nell’attuazione di alcune misure di controllo in tutto il Paese è stato determinato all’inizio dell’epidemia dalle “definizioni di caso” di Covid-19 adottate dal Ministero della Salute su indicazioni degli organismi internazionali OMS e ECDC (Organizzazione Mondiale della Sanità e Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie), come pure la sottovalutazione del ruolo degli asintomatici nella trasmissione del virus che, anche se potenzialmente contagiosi, non venivano sottoposti a tampone oro-faringei e lasciati liberi di circolare favorendo la diffusione
del contagio anche nei luoghi di cura.

Nelle province campane, tra cui Salerno, è possibile far risalire l’inizio della diffusione del contagio con l’esodo di migliaia di persone dalla Lombardia, iniziato il 28 febbraio 2020, nel fine settimana immediatamente precedente alla chiusura delle scuole e proseguito con la fuga di notizie,  alla vigilia della sua entrata in vigore, sulla bozza del DPCM 8 marzo 2020 contenente restrizioni sugli spostamenti in Lombardia e in quattordici province di altre Regioni del Nord dove il numero dei contagiati era molto alto e i nuovi casi accertati in continuo aumento. In quelle occasioni la stazione Centrale di Milano fu presa d’assalto da studenti e lavoratori in fuga verso le Regioni del meridione, soprattutto verso la Campania, per ritornare in famiglia prima dell’entrata in vigore delle norme.

Immediate furono le misure attivate dal Presidente della Regione Campania per contenere e contrastare la diffusione dell’infezione da virus Sars Cov-2 in regione: con l’ordinanza n. 8 dell’8 marzo 2020 tutte le persone che provenivano dalla Lombardia e dalle altre province soggette a restrizioni sugli spostamenti dovevano autocertificare il motivo dell’ingresso, osservare un periodo di 14 giorni di quarantena e comunicare il loro arrivo ai Dipartimenti di Prevenzione delle ASL per essere sottoposti a sorveglianza sanitaria. Controlli straordinari venivano effettuati presso i porti, gli aeroporti, le stazioni ferroviarie e la rete autostradale con l’identificazione delle persone, la richiesta dell’autocertificazione e la rilevazione della temperatura corporea.

L’11 marzo 2020 l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) dichiarava lo stato di pandemia, nello stesso giorno in Italia entrava in vigore il DPCM che estendeva le misure di contenimento a tutto il territorio Nazionale. In Campania, la diffusione del SARS-CoV-2 era ancora contenuta, il numero totale dei casi positivi ammontava a 157, di cui 17 erano in provincia di Salerno, un numero veramente esiguo se confrontato con quelli dell’8 giugno (4.828 e  688 rispettivamente).

Le misure di distanziamento sociale e di chiusura delle attività imposte dal DPCM 11 marzo 2020 e dalle diverse ordinanze del Presidente della Regione susseguitesi nel tempo, ancora più restrittive di quelle nazionali, hanno permesso di controllare efficacemente i focolai e contenere la diffusione del contagio. Parallelamente è iniziata la riorganizzazione dell’assistenza ospedaliera con la riconversione di interi reparti all’assistenza dei soggetti COVID positivi, con l’aumento dei posti letti nelle terapie intensive e l’individuazione di ospedali interamente dedicati all’assistenza dei pazienti affetti da Covid-19.

In provincia di Salerno sono stati riconvertiti all’assistenza di questi pazienti interi reparti dei Presidi Ospedalieri di Eboli e Vallo della Lucania con un totale di 20 posti letto di degenza ordinaria dedicati e 8 di terapia intensiva. Il Presidio Ospedaliero

“G. da Procida” di Salerno (110 posti letto) e il Presidio Ospedaliero “Mauro Scarlato” di Scafati (80 posti letto di cui 20 di terapia intensiva e sub intensiva)sono stati invece completamente dedicati alla cura dei pazienti COVID. A fine aprile veniva anche completato l’allestimento di un ospedale modulare, un Covid Center, presso l’Azienda Ospedaliera “San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona” di Salerno, con 24 posti letto di terapia intensiva che andavano ad aggiungersi ai 10 di terapia intensiva e ai 6 di sub-intensiva già presenti.

Sul versante dei servizi e delle attività territoriali, la strategia dell’ASL di Salerno è stata quella di potenziare le Unità Operative di Prevenzione Collettiva deputate alla sorveglianza sanitaria in collaborazione con i Medici di Assistenza Primaria,  al contact tracing e alla valutazione dei soggetti clinicamente asintomatici per la ricerca d’infezione da SARS-CoV-2 tramite tampone rino-faringeo. Mentre i pazienti sintomatici positivi al virus erano immediatamente isolati nei reparti ospedalieri, i contatti asintomatici e paucisintomatici venivano monitorati a domicilio, in isolamento domiciliare per 14 giorni (o in struttura dedicata in caso di domicilio inadeguato). I contatti stretti venivano sottoposti a tampone rino-faringeo per la ricerca del virus.

Misure straordinarie venivano prese per il contenimento del contagio in cinque comuni del Vallo di Diano(Sala Consilina, Polla, Caggiano, Atena Lucana, Auletta) in cui  erano stati registrati focolai d’infezione con un considerevole numero di contatti dei casi: con le ordinanze del Presidente della Regione del 15  e del 24 marzo questi territori venivano dichiarati “zona rossa” per circa un mese, con divieto di accesso e allontanamento per tutti i cittadini e la sospensione delle attività degli uffici pubblici, fatta salva l’erogazione dei servizi essenziali e di pubblica utilità. Il focolaio più preoccupante era quello sviluppatosi  nel Comune di Sala Consilina, in una Residenza Sanitaria Assistenziale (RSA) dove 33 ospiti della struttura, in particolar modo anziani, erano risultati positivi al coronavirus. Il 30 marzo gli anziani risultati positivi sono stati trasferiti dalla RSA ad una struttura di ricovero di Eboli in isolamento in un’area adibita espressamente alle cure per i pazienti colpiti da Covid-19 asintomatici o paucisintomatici.

A distanza di tre mesi dall’individuazione del primo caso di coronavirus, la provincia di Salerno  conta 688 contagi totali e 62 deceduti ufficiali. In rapporto alla popolazione residente è la seconda provincia campana con il minor numero di tamponi positivi: 63 ogni 100 mila abitanti (meglio soltanto Caserta con 50). Il dato medio regionale è pari a 83 positivi ogni 100 mila abitanti, quello nazionale a 390 e nelle regioni più colpite si superano i 600 positivi ogni 100 mila abitanti: Lombardia 898, Piemonte 709, Emilia Romagna 626.

La tabella 1 mostra l’andamento in provincia di Salerno del numero di casi di Covid-19 segnalati per data di diagnosi, con un decremento costante a partire dal 22 aprile.

Il 54% dei casi (371) è di sesso maschile. L’età mediana è di 52 anni (range 0-99), più elevata tra i soggetti ricoverati (65 anni) rispetto a quelli in isolamento domiciliare (48 anni). I contagiati con meno di 20 anni di età sono 55, pari all’8%del totale. Tra essi il 5,5% ha meno di 3 anni. Nella fascia di età >89 anni, il numero di soggetti di sesso femminile è il quadruplo di quello di soggetti di sesso maschile probabilmente per la netta prevalenza di donne in questa fascia di età.

Tabella 1 – COVID -19 INPROVINCIA DI SALERNO: DISTRIBUZIONE DEI CASI DIAGNOSTICATI (N=688) PER FASCIA DI ETÀ E SESSO

Sono stati ospedalizzati 173 casi, il 25% del totale dei casi diagnosticati. Di questi 17  (9,8%) sono stati ricoverati in terapia intensiva.  La percentuale dei casi ospedalizzati è maggiore tra i maschi (66%) e aumenta con l’aumentare dell’età dei casi, ad eccezione della fascia 90-99 anni.

Tabella 2 – COVID -19 IN PROVINCIA DI SALERNO: DISTRIBUZIONE DEI CASI OSPEDALIZZATI (N=173) PER FASCIA DI ETÀ E SESSO

I decessi registrati in persone diagnosticate con Covid-19 sono stati 62, con età mediana di 77 anni (range 39-99). La letalità totale è pari al 9,0%, con classe di età modale 80-89 anni (35%). La proporzione di deceduti di sesso maschile è del 76%.

Nella Tabella che segue si osserva un aumento della letalità con l’aumentare dell’età dei casi. La letalità è più elevata in soggetti di sesso maschile in tutte le fasce di età, ad eccezione della fascia 90-99 anni .

Tabella 3 – COVID -19 INPROVINCIA DI SALERNO: DISTRIBUZIONE DEI DECEDUTI (N=62) PER FASCIA DI ETÀ E SESSO

Conclusioni

L’epidemia di Covid-19 in provincia di Salerno appare sotto controllo. Le misure di lock-down imposte dal Governo nazionale e Regionale hanno effettivamente permesso il controllo dell’infezione da Covid-19 su tutto il territorio provinciale e regionale, limitando da un lato il numero dei contagiati e riducendo dall’altro l’accesso alle strutture assistenziali.

In questa cosiddetta “fase 2” dell’emergenza legata al coronavirus, caratterizzata da un allentamento delle misure restrittive, il sistematico e continuo monitoraggio dell’andamento dell’epidemia consentirà di adeguare tempestivamente le misure preventive ed assistenziali al contesto epidemiologico. Per non vanificare i risultati raggiunti è necessario  continuare a rispettare  rigorosamente le misure necessarie a ridurre il rischio di trasmissione, quali l’igiene individuale e il distanziamento fisico.

BIBLIOGRAFIA E SITOGRAFIA

  1. OMS | Aggiornamenti sull’epidemia

  2. ECDC | Aggiornamenti valutazione del rischio

  3. MINISTERO SALUTE –http://www.salute.gov.it/

  4. REGIONE CAMPANIA | http://www.regione.campania.it/regione/it/la-tua-campania/coronavirus-kyxz

  5. PROTEZIONE CIVILE | http://www.protezionecivile.gov.it/

  6. ISS | https://www.epicentro.iss.it/coronavirus/

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